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Salmone del Pacifico e salmone dell'Alaska
Nel Pacifico il salmone vive in una ampia zona della costa del Pacifico che va dal nord della California fino al Mare di Bering e all’Oceano Artico. Il salmone dell'Alaska costituisce comunque il 70% del salmone nell'area dell'Oceano Pacifico e le risorse del salmone selvaggio dell’Alaska sono le più ricche del mondo



In Alaska ci sono 5 diverse specie si salmone. Il nome scientifico delle cinque specie di salmone venne assegnato in occasione delle prime esplorazioni della Siberia e riflette il nome indigeno dei pesci. Ciascuna delle cinque specie, si riproduce con caratteristiche diverse, ma con una tale regolarità che, anno dopo anno, si conosce con precisione quando comincerà il passaggio dei salmoni adulti. Le prime tre specie a passare sono il king (o salmone reale), il coho (salmone argentato) e il sockeye (salmone rosso) che risalgono più a monte i fiumi per depositare le uova alla sorgente, mentre successivamente passano le specie pink (salmone rosa) e il chum, che depositano le uova nella zona degli estuari.

La crescita dei salmoni nell’Oceano Pacifico è rapida. Il loro nutrimento è tanto abbondante che permette loro di crearsi una buona riserva di grasso che sarà particolarmente importante ed utile al momento di abbandonare l’oceano. Infatti, i salmoni cessano di alimentarsi quando entrano nelle acque dolci per risalire i torrenti e deporre le uova. Il viaggio potrebbe essere lungo e difficile e per questo il salmone ha bisogno di essere forte e vigoroso. Ad esempio, il salmone king che risale il fiume Yukon percorre fino a 4.000 km all’interno nel paese prima di arrivare al luogo in cui deporrà le uova vicino al lago Teslin a 670 metri al di sopra del livello del mare. Questa prodezza sarà possibile solo se il King avrà vigoria e potenza eccezionali. I biologi non riescono tuttora a comprendere cosa spinge un salmone maturo ad abbandonare sempre l’alto mare per ritornare ad un torrente di montagna sperduto a centinaia di chilometri dalla costa. I salmoni che risalgono i vari corsi d’acqua dell’Alaska sono unici nel loro genere: pur convivendo con altre specie nelle acque dell’oceano o negli estuari, ritornano inesorabilmente verso il loro fiume natale che hanno abbandonato due tre o addirittura sei anni prima.



I pesci che ritornano nelle acque dolci all’inizio della stagione hanno colori più vividi di quelli che arrivano più tardi, ma tutti diventano più scuri di colore con l’avvicinarsi del periodo della deposizione delle uova. Sono i maschi che mostrano i cambiamenti morfologici più evidenti. È compito della femmina scegliere il luogo più appropriato dove scavare una buca nella ghiaia del fondo e deporvi le uova che verranno poi subito fecondate dal maschio.
Cinque o sette mesi più tardi una moltitudine di minuscoli avannotti emergerà dal pietrisco. Alcuni giovani salmoni prenderanno presto la direzione del mare; altri, come i giovani sockeye, king e coho rimarranno più a lungo nelle acque dolci e limpide dei fiumi o dei laghi anche per uno o più anni.
Prima di avventurarsi nelle acque gelide e salate degli oceani, tutti i salmoni fanno tappa negli estuari, dove l’acqua dolce si mescola all’acqua salata e dove il nutrimento è più abbondante. Tanto abbondante che, in un tempo record, raddoppiano il loro peso ed a volte addirittura lo triplicano. Diventati forti, si lanciano verso il golfo dell’Alaska, oppure verso il mare di Bering.
Alcune specie si avventurano anche fino alla Penisola di Kamchatka, che si estende verso sud dalla Siberia sino alla punta occidentale delle Isole Aleutine. La crescita dei salmoni nell’oceano è rapida quanto quella negli estuari. In un anno, un Salmone Rosa può passare da 11 a 60 cm con un peso di 2,5 kg. D’altro canto, il Salmone Rosa passa solo un anno in mare mentre le altre specie si fermano quattro, cinque o addirittura sei anni, e raggiungono delle taglie sorprendenti. Un Salmone King pescato nella zona sud est dell’Alaska di ben 68 kg può facilmente aver trascorso anche sette anni nell’oceano.